Ha il suo simbolo nelle imponenti mura rimaste praticamente intatte dal Quattrocento.
Se ne può percorrere l’intera cerchia, lunga 912 metri, con una suggestiva passeggiata. All’interno delle mura si sviluppa una struttura urbana che, pur subendo nel corso dei secoli le necessarie e inevitabili trasformazioni, ha conservato una omogeneità nei materiali e nell’architettura che danno del centro storico di Corinaldo una configurazione del tutto particolare e di grande suggestione.
Chi avesse l’occasione di salire su una delle numerose torri poste lungo le mura che cingono il borgo di Corinaldo potrà osservare un paesaggio straordinario, segnato dalla dolce campagna marchigiana, gli Appennini con i Monti Azzurri in lontananza e l’agglomerato urbano racchiuso dalle possenti fortificazioni.
La campagna dunque. Un paesaggio rurale fortemente antropizzato, segnato dai molti secoli di mezzadria. Un abitato sparso unito da strade delimitate da alberi, una distesa di morbide ondulazioni, di colline coltivate con la cura di un giardino dove lo sguardo si perde nell’infinito.
Una campagna così ben ordinata e coltivata tanto che non si scorge campo che pieno di alberi fruttiferi, di viti, lini, biade et legumi non rassembri un oscenico teatro, scrive Vincenzo Maria Cimarelli nel 1642; una terra filtrata, civile la più classica delle nostre terre, aggiunge Guido Piovene nel suo Viaggio in Italia. (fonte www.valmivola.com)